lunedì 13 aprile 2009

Sette giorni di vacanza, sette anni di debiti

L'intervista alla Gazzetta di Mantova.
Leggi qui

In 550 a Padova per ascoltare Paolo Barrai, leggere L'Italia in bolletta" e protestare contro le banche

Ecco che cosa ha scritto il "Corriere del Veneto"

A Padova Riunite 500 «vittime»
Banche, nuovi attacchi
«Abbiamo perso tutto»

PADOVA Andrea ha perso i risparmi di 19 anni di lavoro, Luca tutti i soldi conservati dal padre, Orlando l'intero capitale di famiglia, Alfredo si è accorto di un mutuo che lo stava dissanguando. E poi ci sono Maria, Fabrizio, Giuseppe, ognuno con una storia da raccontare. Venerdì sera, durante l'incontro organizzato a Padova dalla giornalista Rosanna Sapori e dal guru del blog «Mercato libero» Paolo Barrai, la sala grande dell'Hotel Biri sembrava un'immensa Spoon River di truffati. Tema della «conferenza di civile informazione», così come l'hanno voluta chiamare gli stessi promotori, «la crisi del mercato e i crack finanziari» (a prendere la parola anche il presidente dell'Adusbef, nonchè senatore dipietrista, Elio Lannutti e il giornalista Luigi Furini, autore del libro «L'Italia in bolletta»): un'occasione che molti dannati, ancora in lotta per cercare di ottenere giustizia, oltre che la restituzione di quanto dovuto, non hanno voluto perdere. Seduto in ultima fila c'era Andrea Cogo, una delle vittime del collo Parmalat. Venerdì sera si è presentato in sella alla sua bici e con una bandiera tricolore in spalla. «Vengo da Treviso e ho pedalato fino a Padova per portare la mia testimonianza – ha confessato l'uomo, 37 anni, ex stagionale all'Aprilia - . Da Calisto Tanzi avevo depositato circa 80mila euro: vent'anni di risparmi, che mi sarebbero serviti per ampliare la casa dei miei genitori. E invece... ». Invece tutto è andato in fumo. Ma Cogo non ha ancora perso la speranza. «Assieme ad altri 47 grandi azionisti siamo pronti a fare causa alla azienda di Collecchio - ha annunciato - . Io rivoglio indietro i miei soldi ». Qualche posto più in là se ne stava seduto Luca Giorni, un giovanotto di San Giovanni Val d'Arno, che in mano teneva stretta la copia di un decreto di citazione a giudizio. «Queste carte sono ormai l'obiettivo della mia esistenza – ha esordito - , si tta del processo che mio padre intentò prima di morire contro tre dipendenti della Cassa di Risparmio di Firenze. Questi signori, mite un incredibile raggiro, lo indussero a investire tutti i suoi risparmi, ben 268mila euro, in titoli di Stato emessi dall'Argentina ». Analogo destino per Orlando Masiero di Fiesso, fermo sulla porta. «Ho perduto tutto il capitale di famiglia nei bond Argentini – ha sussurrato - . Fino a qualche tempo fa ero fiducioso che Tremonti ci potesse dare una mano con i conti dormienti. Invece ora ho perso le speranze: quei soldi sono andati per salvare Alitalia e noi siamo ancora qui a cercare un conforto». Giovanni Viafora Insieme In cerca di giustizia Centinaia di persone si sono date appuntamento per ascoltare i consigli del guru Paolo Barrai

Alla Cisl hanno letto il mio libro. E hanno scritto...

Fino a pochi anni fa, gli italiani erano un popolo di risparmiatori. Oggi non più. Il primo colpo è arrivato, grazie alla complicità delle banche, con l'insolvenza dei bond argentini, le bancarotte di Cirio Parmalat, l'agonia di Alitalia, che hanno "tosato" decine di migliaia di famiglie, un'altra botta l'hanno data i tassi d'interesse, che per un certo periodo hanno fatto schizzare in alto le rate dei mutui. In un panorama segnato dall'inflazione, da una pressione fiscale in costante salita, dall'aumento delle tariffe, l'affondo finale è arrivato con il grande crac dell'autunno 2008, quando tanti lavoratori sono stati licenziati o cassintegrati e molti investimenti "sicuri" si sono praticamente azzerati, Ma un conto è parlare di finanza e di economia in termini astratti: il Pil che sale e scende, i tassi che rimbalzano su e giù in un balletto indecifrabile. Altra cosa è vedere come l'economia e la finanza incidano sulle nostre vite. Tutto questo ce lo racconta Luigi Furini, con un viaggio-inchiesta tra gli italiani ormai strozzati dai debiti. Perché - ci fa capire Furini - questa crisi ci sta toccando tutti e di certo non bastano gli inviti all'ottimismo, i salvataggi miliardari delle grandi banche e dei banchieri (gli stessi che ci hanno portato lino a questo punto) o le sparate demagogiche a rimetterci in carreggiata. Un libro utile, che si legge come un romanzo.

sabato 11 aprile 2009

Chi perde il posto ha diritto di sapere perchè

Sui leggono notizie pazzesche. Ci sono dirigenti che vengono liquidati con milioni di euro dopo aver provocato disastri nelle società da loro governate. La Seat PG (dove PG sta per pagine Gialle) in Borsa è passata da 6 euro a 0,00000 qualcosa (il prezzo che vedete sui giornali inganna perchè sono state raggruppate le azioni in ragione di 200 a 1) e il suo amministratore delegato si è detto fiero di aver incassato, in un anno, 8 milioni di euro di stipendio, bonus e tutto il resto.

Poi ci sono le aziende che licenziano, che "esuberano" perch hanno organici troppo folti e i loro manager vengono "premiati", per questo, con milioni di euro.

Ogni tanto qualche manager viene "trattenuto" in ufficio per una notte e costretto a subire un "faccia a faccia" con i lavoratori che hanno perso il posto. E tutti gridano allo scandalo. Ma io quando lo incontro il manager che mi ha licenziato se viaggia con la "security", se certamenrte non frequenta il mio ufficio? Quando gli parlo? Quando lo posso vedere a 4 occhi per dirgli che mi sta rovinando la vita?

Quando lo incontro a tu per tu il manager Alitalia che ha piazzato in giro le obbligazioni che non valgono più una cicca? bene, se non riesco a incontrarlo, permettete che, se lo incontro, lo possa "trattenere" qualche ora per spiegargli che cosa penso di lui e di tutta la ciurma di gente che lo circonda. Oppure mi arrestano per sequestro di persona? E perchè non arrestano lui per falso in bilancio, frode fiscale, distrazione di fondi, aggiotaggio, insider trading e...e... ce ne sarebbero di articoli del codice da contestargli. Mi fermo qui perchè sono incazzato. Buona Pasqua a chi crede. Buona domenica agli altri.

intervista alla radio

"NUDO E CRUDO" Radio rai, del 3 aprile conduce Giulia Fossà

Impigliati nella storia. Ci sono persone che si trovano, loro malgrado, a vivere vicende impreviste che cambiano il corso delle loro esistenze. Il mondo è violenza e caos: Nudo e Crudo da voce a quei narratori che cercano di combattere l'indifferenza. E il ceto medio, a rischio estinzione, vede svaporare risparmi, crescere debiti. E' l'Italia in bolletta. Ospiti del programma di Giulia Fossà: lo scrittore, Antonio Moresco; la regista cinematografica e scrittrice, Anna Negri; i giornalisti e scrittori, Giovanni Fasanella e Luigi Furini. Nello spazio Post-it, dedicato agli appuntamenti imperdibili, in collegamento il musicista Vinicio Capossela.



ascolta qui

martedì 7 aprile 2009

Tempi durissimi. I conti in rosso e troppi disoccupati

Prevedo una brutta Pasqua. A marzo la cassa integrazione ordinaria è cresciuta del 925% rispetto allo stesso mese del 2008. A pensarci bene si tratta di una percentuale impressionante, da brivido. In più le aziende, quelle americane prima delle nostre, stanno presentando deludenti risultati trimestrali. Dunque i conti non tornano e le banche continuano a nascondere asset tossici nei loro bilanci. Lo fanno perchè, se dovessero spiattellare la verità, dovrebbero portare i libri in tribunale. Invcece cercano di correre ai ripari e cercare di sanare, poco a poco, la situazione. Ce la faranno? Difficile fare previsioni. Intanto si continuano a perdere posti di lavoro, il reddito delle famiglie è in calo e i prossimi mesi saranno durissimi.
Se la Borsa è il termometro della situazione, ecco questo servizio

lunedì 6 aprile 2009

La vedo dura. Tempi lunghi per uscire dalla crisi.

La vedo brutta. le Borse stanno risalendo ma tanti anni di esperienza mi insegnano che i mercati azionari vanno per conto loro, spesso non tengono conto dell'economia reale. Per esempio, se la Fiat licenzia il titolo sale perchè in Borsa si pensa che la società possa risparmiare sul costo del lavoro (perchè le macchine le può produrre tranquillamente anche in Polnia). Dunque, al di là delle indicazioni delle Borse, vedo tanti italiani perdere il posto di lavoro. E tanti in cassa integrazione. Quanti di questi potranno rientrare in fabbrica? Si pensa che il 30-40% degli attuali cassintegrati non troverà più il posto in azienda. E poi ci sono troppi lavoratori precari, troppi a tempo determinato che ormai si pongono la solita domanda: "Tu quando scadi"?
Basteranno gli ammortizzatori sociali?
Il reddito delle famiglie sta certamente scendendo e tante persone hanno debiti da pagare. Magari sono debiti fatti anche con leggerezza, per andare in vacanza o per comprare un'auto più potente. Questo è successo fino all'anno scorso, ma spesso le rate venivano fatte per 48 o 60 mesi, quindi la strada è ancora lunga.
Ho appena cominciato a presentare il mio libro "L'Italia in bolletta". Sono contento, si vede un gran pubblico. Tanti vengono per sfogarsi, per dire che la banca li ha ingannati. Vengono a dire che i loro risparmi sono andati quasi tutti in fumo. Altri mi chiedono quando finirà la crisi. Domanda difficile e, per questo, sono affiancato da Paolo Barrai, un consulente serio (e indipendente). Insieme, per quanto possiamo, dispensiamo consigli. La prima cosa che diciamo a tutti? Di fare il passo secondo la gamba. Siamo finiti in questa crisi per un eccesso di debito. E ora che cosa facciamo? Altro debito per poterne uscire? Non mi sembra la strada migliore