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mercoledì 10 settembre 2008

Carne da mobbing

Per troppo tempo è stato vessato dall'azienda in cui lavorava con contestazioni disciplinari ingiustificate, controlli pressanti sulla sua persona, cambiamenti peggiorativi di mansione e orario. Un atteggiamento “mobbizzante” del datore di lavoro gli ha causato l'insorgere di disturbi di natura psicologica, che l'hanno costretto a lunghi periodi di malattia.
Proprio il superamento dei termini di assenza dal lavoro ha consentito all'azienda di licenziarlo. Il lavoratore, un macellaio 57enne di III livello alle dipendenze di Bennet spa (ccnl commercio, prima contratto a termine e poi a tempo indeterminato, dipendente della sede di Brugherio), ha quindi fatto ricorso davanti al Tribunale di Monza (Sezione Lavoro), assistito dall'Ufficio Vertenze della Cgil Monza e Brianza e dall'avvocato Caterina Casula.
Il giudice Maria Cella ha accolto tutte le sue richieste, dichiarando illegittimi il licenziamento e le sanzioni disciplinari, iniziate quando il lavoratore si è iscritto al sindacato di categoria (FILCAMS CGIL) ed è stato eletto nella rappresentanza sindacale unitaria.
Il giudice ha condannato Bennet spa a reintegrare il lavoratore nella propria mansione, nonché a risarcirgli un danno pari a 616,18 euro mensili dalla data del licenziamento a quella del reintegro. Bennet spa, inoltre, dovrà rimborsare al lavoratore 1032,39 euro per le sanzioni disciplinari illegittime, 11895 euro come riconoscimento del danno non patrimoniale e 4500 euro per le spese legali.
Daniele Bianchi
fonte: Cronaca Qui, 9 set 2008

martedì 20 maggio 2008

Guadagno pari a zero

Ecco perchè ho aderito volentieri all'iniziativa per combattere lo sfruttamento degli stagisti in redazione (vedi post sotto). Gli editori hanno trovato un altro sistema per risparmiare, o per guadagnare di più. Una volta nei giornali si facevano le "sostituzioni", cioè assunzioni di giornalisti a tempo determinato in sostituzione di altri assenti per malattia, ferie, maternità, aspettative, ecc.. Adesso ci siete voi, gli stagisti. Dovete fare gli stage? Dovete imparare? Eccoci qui. Mi viene in mente un mio amico che, molti anni fa, faceva l'aiutante di un meccanico. Ebbene, il suo guadagno non gli permetteva di comprare il sapone sgrassante per le mani e per lavare la tuta da lavoro. Sono passati 50 anni da allora e il vostro guadagno è ancora più basso. E' pari a zero.
Ho anche scaricato da internet un elenco delle aziende "virtuose" che pagano qualcosa agli stagisti (perchè la maggior parte non paga niente). Ci sono società che offrono 1000 euro (per la verità una sola, la Magneti Marelli) per poi scendere a 900, 800, 550, 400 euro e così via. Qualche società offre anche i ticket restaurant o, bontà loro, ti fa sedere alla mensa aziendale. Posso dire un'altra cosa? Nelle redazioni c'è anche tanta gente che non fa niente. Parla, discute, chiacchiera, accende il computer, fuma sul balcone, si incazza, si mette in malattia. Tutto fa, fuor che lavorare. E, in tutto questo scenario, il sindacato dove è?
Gigi Furini